KCI UN APPELLO AL BUONSENSO

di Alfio Guarnieri

Le funzioni di una Società Specializzata. Gli obiettivi fondamentali del futuro.
Un appello alla amichevole collaborazione.

Una Società Specializzata è un organo tecnico i cui compiti includono funzioni prevalentemente organizzative, promozionali e di informazione. Nel caso del Kurzhaar Club Italiano, contrariamente a quanto viene spesso proclamato, l’impegno di chi dirige l’associazione deve solo occasionalmente occuparsi del Kurzhaar, bensì nella stragrande maggioranza dei casi deve dedicarsi ai kurzhaaristi. Perché i Soci del Club non sono i cani: i Soci sono i loro proprietari.
Perché ad un Raduno o ad una prova Speciale partecipano i Kurzhaar, ma la loro partecipazione dipende dalla volontà dei loro padroni.
Perché tutte le pratiche burocratiche sono cose per bipedi.
Perché le informazioni sui calendari, sui risultati, eccetera eccetera sono indirizzate a chi legge, non a chi abbaia.
Ciò non toglie che una buona preparazione zootecnica è utile per un dirigente di una Società Specializzata, ma non è essenziale.
Essenziale è invece la capacità di organizzare.
Essenziale è la conoscenza delle regole di una sana amministrazione.
Essenziale è saper creare e mantenere un buon dialogo coi Soci.
Essenziale è l’equilibrio nei comportamenti sociali.
Essenziale è la buona volontà.
Essenziale è la dimestichezza con gli strumenti informatici.
Ma più di ogni altra cosa, essenziale è il buonsenso.
Come ho detto, ben vengano dirigenti che sono anche giudici (io stesso sto dando gli esami per diventarlo) e nessuno vuole neppure lontanamente ventilare l’ipotesi che un giudice che ricopre anche la carica di Consigliere possa subordinare il suo ruolo tecnico ai fini di ottenere o consolidare il consenso di cui gode fra i Soci.
Ma il troppo frequente ricorso ai giudici/consiglieri restringe le prospettive della valutazione sullo stato della razza ed esclude la collaborazione di una più ampia base. Il coinvolgimento e la rotazione di una largo numero di Esperti nelle nostre manifestazioni può solo fare del bene alla razza, al corpo giudicante ed al Kurzhaar Club.
Non so se io farò ancora parte del Consiglio Direttivo del KCI nel prossimo triennio perché non dipende da me, ma dalla volontà degli elettori. Ma indipendentemente da chi sarà alla guida, la mia raccomandazione è che il futuro Consiglio si dedichi molto attivamente alla realizzazione di tre obiettivi.
1° obiettivo.
Incrementare l’attività dell’Associazione nel Centro-Sud per mirare ad una maggiore presenza dei Kurzhaar nelle zone che oggi sono piuttosto dimenticate. Il che non deve comportare una riduzione delle presenza organizzativa nel Nord, ma una sensibile crescita nel Centro-Sud. Ci sono aree geografiche in cui la presenza dei kurzhaaristi è decisamente scarsa: se vogliamo che la razza cresca, dobbiamo maggiormente dedicarci a quelle zone.
2° obiettivo.
Rivalutare l’attività venatoria della razza, spostando l’attenzione sul cane da caccia rispetto al cane da prove. Ciò vuol dire creare occasioni di verifiche zootecniche riservate al binomio cane-cacciatore in cui venga dato risalto soprattutto alle qualità naturali anche senza il condizionamento dell’addestramento. Bisogna dare il giusto rilievo ai riproduttori che sono buoni cani da caccia e non solo ai trialler allevati ed addestrati da professionisti per prove sempre più lontane dalla caccia vera e alle quali i cacciatori guardano ormai con sfiducia.
3° obiettivo.
Creare interesse per il Kurzhaar fra i giovani. Il futuro di una razza dipende dall’età dei suoi cultori e per questo è estremamente importante parlare ai giovani per attrarre il loro interesse sul Kurzhaar. Bisogna quindi pensare a manifestazioni in cui la “Classe Giovani” non è riferita ai cani, ma ai loro proprietari e conduttori. Ma per comunicare coi giovani, la strada di successo è Internet. Quindi l’attività informatica del Club deve essere potenziata.
Ma al di là di questi obbiettivi specifici, la cosa più importante è di abbandonare le rivalità all’interno del Club, per ritrovare armonia e spirito di gruppo.
Invece la conquista della guida dell’Associazione è oggi motivo di aspra contrapposizione che porta alcuni a comportarsi come nemici degli altri, laddove la passione che ci accomuna dovrebbe essere la garanzia di un rapporto di serena amicizia.
La chiave per superare gli antagonismi va ricercata nel buonsenso che induca a mediare la contrapposizione originata non da diversità di idee e di programmi, ma da personalismi. In questi casi lo scontro che produce vincitori e vinti lascia ferite insanabili e desiderio di rivincita. E come la brace si mantiene sotto la cenere, basta un nonnulla per provocare la scintilla che riaccenderebbe poi il fuoco dell’inimicizia.
Ecco perché deve venire in soccorso il buonsenso dei protagonisti di entrambi le fazioni per consigliare il compromesso, per convincere a fare il mezzo passo indietro di tutti i contendenti che faccia ritrovare l’unità di intenti.
Il sacrificio di uno sforzo di convivenza è un prezzo modesto rispetto agli inevitabili danni di uno scontro frontale e soprattutto è la inequivocabile dimostrazione data ai Soci che coloro che si propongono alla guida dell’Associazione lo fanno pensando al bene della razza e del Club e non per spirito di rivincita o per appagare ambizioni ed egoismi.
In questo momento non esistono gravi problemi per la razza che giustifichino battaglie ideologiche fondamentali.
Esistono solo contrapposizioni personali.
Ecco perché insisto nell’appellarmi al buonsenso che eviti uno scontro di animi esacerbati.

indice: la voce dei soci

home page|