Evoluzione della razza

Tracciare in rapida sintesi l'evoluzione della razza kurzhaar in Italia, e voler far conoscere seppure in maniera sommaria ed incompleta il cammino percorso da questa razza in questi ultimi anni, non è compito facile. A mio parere è necessario tuffarsi all'indietro, in un periodo che ho vissuto in prima persona, allo scopo di rendere più chiara e reale l'idea di come l'ausiliare kurzhaar si presentava affacciandosi timidamente, ma con tutti i requisiti necessari alla ribalta italiana subito dopo il disastroso periodo bellico.

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Gli amatori ed utilizzatori kurzhaaristi italiani di quel tempo, per la verità pochi, non ricevevano soggetti da presentare esclusivamente nei ring delle Esposizioni, ma preferivano ausiliari che potessero dare una certa garanzia di riuscita nel lavoro, e cioè a caccia, su qualsiasi terreno e tipo di selvaggina.

Da ciò è evidente che le preferenze cadevano su quei soggetti che, nell'espletamento del loro lavoro sul terreno, evidenziavano in maggior modo tutte quelle caratteristiche e doti che lo distinguevano da altre razze, per le quali era apprezzato e ricercato.

Volendo obiettivamente analizzare, e valutare la ragione di questa affannosa ricerca, è facile dedurre che, a quel tempo si sentiva impellente la necessità di possedere buoni e sagaci cani da caccia, perché il periodo bellico aveva compromesso la caccia e la possibilità, in special modo per le nostre razze, cioè Bracchi e Spinoni Italiani, di esercitarla.

Ciò nonostante si potevano vedere in circolazione kurzhaar di buona tipicità, provenienti dalla terra di origine; questi, oltre ad essere considerati validi ausiliari da caccia, erano anche tipici, cioè in possesso di quelle caratteristiche che ne determinano la razza stessa, avvicinandosi il più possibile alla descrizione dei caratteri etnici voluti dallo standard, standard tedesco naturalmente, che come ebbi a scrivere e dire in altre occasioni, è molto deficiente ed incompleto per ciò che riguarda la descrizione della più impor tante regione, cioè la testa, in cui si rilevano in maggior numero i caratteri tipici della razza.

Invece nella descrizione del tronco ci troviamo maggior ragguaglio, più chiarezza, lasciando meno spazio a interpretazioni fra le più disparate. Da ciò deriva che , per l'utilizzo, era dato maggior valore alla costruzione che non al tipo. Invece doveva e deve essere il contrario, perché, è risaputo, se il cane nasce con le caratteristiche tipiche ben definite, le manterrà e le esalterà; se invece non le possiede, nessuno gliele potrà mai dare.

La costruzione, invece, può essere modificata anche sensibilmente con appropriati interventi dell'uomo.
Con cani costruiti appropriatamente in ogni particolare corporeo si ottiene la esistenza, ma la base per la perpetuazione della razza è il tipo.

Con il passare degli anni il numero dei Kurzhaar in Italia aumentava notevolmente, e di conseguenza aumentavano anche gli utilizzatori.

Tra questi qualche particolare amatore, spronato anche dall'intervento di persone capaci ed esperte, capì che non era sufficiente allevare buoni cani e che non bisognava fare di ogni erba un fascio, ma era necessario operare una netta e precisa distinzione tra individuo e individuo.

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lniziò in questo modo un processo di allevamento atto a selezionare i migliori, e tra questi scegliere con particolare riguardo i più dotati di stile Tali si sono rivelati e confermati i soggetti che in un modo più evidente possedevano le caratteristiche tipiche della razza.

Ma l'intervento più radicale e decisivo per un miglioramento si ebbe quando una I)Delegazione del kurzhaar Club Italiano di cui facevo parte si recò in Germania in occasione di un severo I.K.P. (prova di lavoro nel campo, dall'acqua, prove di riporto ecc.; precedute anche dall'esposizione) organizzato dal Kurzhaar Club Tedesco.
In seguito ebbi anche modo, con particolare piacere di essere invitato a giudicare a questi importanti esami ai quali sono sottoposti i kurzhaar tedeschi, e ne trassi significativi e precisi confronti tra il nostro allevamento e quello tedesco.

La mia impressione, confermata dalla realtà dei fatti, fu che in Italia a quel tempo avevamo soggetti con teste di tipicità e di impronta eccelsa, ben definite ed inconfondibili, ma che nella costruzione tali soggetti lasciassero a desiderare.
La conferma di ciò si è avuta qualche tempo dopo, in occasione di un altro esame I.K.P. al quale partecipò anche una squadra di kurzhaar italiani, i quali emersero e si distinsero riscuotendo significativi consensi alle prove sul terreno, ma furono alquanto declassati all'esame strutturale, appunto, per deficienza di costruzione e di misure.

L'energico intervento da parte del Kurzhaar Club Italiano fu esplicito e categorico, anche perché tra le file dei nostri kurzhaar c'era qualche soggetto che non brillava in fatto di carattere, dote primaria per un kurzhaar che si rispetti.
Capaci allevatori e veri amatori della razza, seguendo i consigli del Club, intrapresero relazioni e stretti rapporti di collaborazione, risultati in seguito molto significativi, con i migliori allevatori d'Oltralpe.

Non lesinando sacrifici anche economici i nostri allevatori, importarono soggetti che in pochi anni contribuirono a migliorare il livello qualitativo dei kurzhaar italiani.
In tal modo abbiamo ottenuto soggetti migliorati notevolmente nel soma, nel carattere ecc., ma abbiamo anche sacrificato le belle teste che i nostri kurzhaar possedevano.


Analizzando ora i soggetti presentati nei nostri ring si possono ammirare ausiliari dotati di invidiabili e armoniche costruzioni, forti, con tronchi compatti, di giuste dimensioni, dotati di una bellezza definita armonico-funzionale.
Le razze devono essere funzionali, ma devono mettere in evidenza in modo spiccato anche 11 tipo.

Ora lo sforzo maggiore deve essere rivolto e concentrato al fine dl produrre kurzhaar che, oltre a possedere caratteristiche tipiche ben definite e doti di lavoro pure spiccate, siano anche omogenei.
Questo in sintesi il traguardo da raggiungere. Occorre inoltre, dare molta importanza al grado di mascolinità e femminilità, Il maschio deve essere possente e aitante nelle sue forme, la femmina più gentile, più dolce, qualità da non sottovalutare al fine della sicura riuscita della prole.