A RICORDO DI GIULIANO GUIDOBONI

Alle ore 19.00 del 9 ottobre mi arriva una telefonata dell'amico Adriano Turci, che mi chiede per quale ragione non fossi al funerale. Penso ad uno scherzo, poi il tono della voce non mi convince e chiedo spiegazioni......la risposta è stata "è morto Giuliano Guidoboni".
Rimango attonito, turbato, non è molto che l'ho visto... poi mi assalgono i ricordi.
Quattro anni e mezzo fa, una mattina, passeggiando con la mia compagna, incontro Giuliano, non so chi è, ma iniziamo a parlare di caccia, perciò di cani, gli dico che da diversi anni avevo chiuso sia con una che con gli altri, disgustato sia da una serie infinita di leggi e divieti, che dalla mancanza di selvaggina vera e di atmosfere dal sapore antico e soprattutto stanco di portare in giro una serie in finita di brocchi!!

Sorridendo mi invita casa sua, mi dice di avere una cucciolata di Kurzhaar di nemmeno trenta giorni, insiste e mi convince. E' questa fu la prima "fregatura", la mia compagna si innamorò di quegli esserini e mi convinse ad acquistarne uno, io che di bracchi tedeschi non sapevo nulla. La seconda "fregatura" fu che quel piccolo diavoletto indemoniato si rivelò immanovrabile, con una voglia matta di cacciare, di andare, di spingere, di cercare e fermare selvaggina.

Quel cane si chiama Picasso Dei Sette Ducati. Con lui mi è tornata la voglia di andare a caccia, di alzarmi alle 4.00 di mattino e persino di gareggiare.

Queste poche righe vogliono essere un ringraziamento fatto col cuore ad un uomo che mi ha ridato voglia di avere un cane da caccia al guinzaglio. Grazie ancora Giuliano Guidoboni e che il Dio dei giusti ti abbia in gloria.


Vanni Cicognani


Forlì, 11/10/2007

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